Esco verso sera quando fa più fresco
“Prender aria “ risulta quanto mai necessario e , possibilmente , rito quotidiano.
Ora assume significato nuovo, quale via d’uscita dal chiuso della casa, alle volte guscio protettivo , altre costrizione.
Sul ponte del Diavolo , tira più aria e il campanile del duomo al tramonto diventa rosato
Pare un templare convinto della sua crociata
Ci si racconta osservandole , mentre si cammina , le sfumature , di strade solite.
La luna pare impassibile agli stati d’animo umani
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Le albe in inverno diventano colorate
Ho sempre pensato che il sole scaldasse le nuvole prima di levarsi
I colori sono intensi , quasi a rallegrare il cuore di noi uomini immersi nella chiusura invernale.
Le ammiro di più ora
Con una ricerca nuova...
Di speranza in una giornata che inizia
Per focalizzare la bellezza
Che non si spegne
Le sagome e i profili di Cividale verso sera . Da noi fa freddo. Lo si inizia a sentire di più. Qualche pettirosso attraversa la strada indicando il sopraggiungere a giorni , di un cambio di clima.
La mascherina fa da sciarpa e questo significato fa sì che se ne senta meno la fatica . Tempi nuovi che mai avrei immaginato di attraversare .
Sospesi.
Credo questa sensazione ci renda tutti più fragili.
Cammino per le strade del centro quasi deserte
Esse seguono a tratti, il corso del fiume che pare incurante dei miei stati d’animo altalenanti
Questa sua imperturbabilità Mi mostra lezioni che fatico ad imparare in quanto essere umano ma guardo e cerco di farle mie
Lui scorre
Mi concedo i passi che sono a beneficio della salute.
Ci credo.
Mi rifugio nei pensieri belli, o in gesti quotidiani di cura sperando che passi
“Tutto passa prima o poi “
Dicevano i vecchi
Rassicurazioni che giungono dal passato ove le guerre erano l ‘incubo peggiore
Speranza sotto forma di pillole “haiku”
Osservo Qualche tentativo natalizio qua e là che mi fa pensare più ad un gesto di reazione che di espressione natalizia nella sua vera essenza.
Siamo esseri strani
Spero ricchi di “creatività” E strategie buone per sopravvivere emotivamente e fisicamente al momento
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In questo mese , e in queste giornate strane, ho guardato con più attenzione di sempre l’autunno e i suoi colori intensi
Morte e vita si abbracciano n questa stagione ricca per i frutti e le emozioni di paesaggi che regala
Li unisce il lasciar andare
Credo sia la consapevolezza di questo ultimo elemento che mi abbia fermato: “ il lasciar andare”
Sono chiamata a farlo, come tutti, per potere attraversare questo momento e ritrovarmi al di là con un cambiamento buono che mi riguardi come essere umano , al di là di ogni identificazione, ruolo , immagine reale o idealizzata, attaccamento
Ciò che era non sarà più
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Cammino e Cerco il bandolo della matassa nel groviglio dei miei pensieri
Significa, per me, tornare all’origine, dove la confusione alzata trova pace solo nel l’essenziale
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Si e alzato un vento forte qui a Cividale
Quando accada la notte è mossa da fischi e alberi che si scuotono, foglie che si alzano
Il sonno si fa agitato
Vortice freddo.
I vetri si appannano e la terra si gela a tratti.
Il matajur e. il Monte nero , miei punti di riferimento montuosi si fanno più vividi alla vista , quasi ad indicare una presenza ferma
Il vento di Cividale è molto simile al turbinio che abita queste giornate “sospese” ed attraversate da molti stati d’animo
Poche cose ma vere restano a rincuorare e a riappacificare:
Sono sempre state in noi
Le sensazioni pesanti se ne andranno come il vento che al momento sconvolge e resterà ciò che bene rimanga dentro e fuori
Vi è una cosa che con il vento accade: il sole si fa più alto ed intenso, pare fuoco che scalda .....
Può molto nel nostro cuore!






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