lunedì 16 novembre 2020

Visita a Topolò e la zia Marta del paese di Topolò (filastrocca per parlare della paura dei ragni)

 

Il paese di Topolò nelle valli del Natisone


Sono andata giorni fa, a Topolò.

Il borgo montano sull'estremo confine italo-sloveno nelle valli del Natisone è uno dei  teatri  della guerra di Caporetto; si presenta come una bomboniera, fatta di particolari. Ogni gesto  degli abitanti  ( sono pochissimi) alla propria casa, diventa parte del paesaggio, non è lasciato al caso e racconta al visitatore attento, emozioni nate dalla semplicità del vivere quotidiano.

Per raggiungerlo si percorre una via strettissima tra i boschi ma presto la valle si apre e il presepe di case appare al nostro sguardo curioso, incastonato sulla montagna

Ho incontrato una bimba che portava al pascolo le pecore con il padre. Mi ha colpita con  quanta serietà lo faceva, pur avendo  nel volto la felicità de gioco. 

Tracce d'arte e di bellezza naturale ricordano che qui, una volta all'anno, si   svolgeva una specie di laboratorio all'aperto,  reale ed immaginale che utilizza ciò che c'è senza scenari o palcoscenici se non le strade e le case, i prati esistenti. Questo accadeva nel mese di luglio e si chiamava " stazione di Topolò" ( Postaja Topolove).

le vie diventavano , in quel momento, luogo di incontro di artisti di diversa area e tendenza ( poeti, scrittori, scultori, registi, musicisti, performers e uomini di scienza,  etc) pronti al dialogo e al confronto, e l'arte diventa lingua universale

Scrissi anni fa una filastrocca che ha per Topolò il suo scenario  



Il paesetto chiamato Topolò

 









 sui monti abbarbicato come non lo so…

 

in una casa quasi diroccata,

 

al limitar di una stradina in salita,

 

 che tra i vecchi ruderi pare scolpita,

 

vive la vecchia zia Marta

 

che di mestiere fa la sarta.

 

Gira per strada con un enorme cappello

 

teme il sole, e  gli fa da ombrello.

 

Possiede una bicicletta tutta sgangherata:

 

chissà da dove l’ha riciclata!

 

La sua casa è l’abitazione di ogni genere di animaletto:

 

gatti, cani, topi e anche di qualche insetto…

 

Le ragnatele fanno da tendoni

 

e s' intravedono dietro ai grandi  balconi.

 

I topini sul tavolo si recano a cena

 

perché Marta di pulire non ha nessuna lena!

 

La polvere sui mobili fa da tappezzeria,

 

con le dita un sole, un albero si disegnano con maestria.

 

Insomma, una casa molto disordinata

 

come la sua gonna che è sempre strappata!

 

I suoi calzini son sempre bucati,

 

i suoi capelli son ogni giorno arruffati.

 

Un gatto nero è il suo amico del cuore,

 

porta sfortuna ma è il suo grande amore!

 

Lui le sta vicino in quella grande confusione,

 

 e della stamberga infondo è il grande padrone.

 

Un giorno, dalla città venne lì nei pressi a soggiornare,

 

un bimbo fragile, pallido con cui era difficile parlare.

 

Sempre solo, quasi mai lui si divertiva

 

e dai suoi occhi tristi lo si capiva.

 

Si chiamava Andrea il fanciullo solo soletto

 

che dal suo cancello guardava di zia  Marta il giardinetto.

 

Lui lo spiava da lontano incuriosito

 

ma anche un poco intimorito.

 

Tanti libri lui leggeva di fantasia

 

perché così il tempo gli volava presto via.

 

Cavalieri e draghi, castelli , streghe e folletti felici

 

Erano per lui i soli amici.  

 

La zia Marta che era una persona sensibile

 

e per certi versi imprevedibile,

 

con dolcezza lo invitò a bere una cioccolata profumata

 

dicendogli che densa, e colorata l’avrebbe preparata.

 

Andrea quando entrò nelle stanze del disordinato casone, 

 

spaventato si rannicchiò in un cantone.

 

Che paura aveva di quei grossi ragni,

 

pelosi, neri anche se dicon che portan guadagni!

 

Marta gli si avvicinò con dolcezza,

 

sul visino gli fece una delicata carezza;

 

lo abbracciò stretto stretto

 

e lo nascose sotto il suo grande berretto.

 

“ Veloci, usiamo la plastilina… e

 

 del ragno facciam la faccina;

 

Coraggio!! Dipingiamo quel mostriciattolo di un colore gioioso

 

che non ti sembri a prima vista spaventoso…

 

raccontami come ti senti

 

quando lo vedi e batti i denti! ”

 

Tra i due si creò, cosi, un gran calore

 

e il bimbo calmò lentamente il suo tremore.

 

Nacque immediata  una grande intesa

 

Il tutto nato da una paura presa…

 

Che  sbocciata è  come fiore

 

E ha donato al cuore gran tepore

 

Andrea con i ragni iniziò a familiarizzare

 

e con i bambini del  piccolo paese a giocare…

 

Il giardino della zia Marta ora è un paradiso d' idee e di tesori da scoprire

 

basta non farsi intimorire…

 

I bambini ora l’aiutano a riordinare,

 

 e in quella casa c’è un bel daffare:

 

spolverare, spazzare, rammendare!

 

Ci sono anche i letti da rifare!

 

Il tutto è fatto in allegria

 

per stare insieme in compagnia,

 

c’è l’estate e si sta in vacanza.

 

Ci si diverte con grande baldanza

 

tra le montagne abbandonate

 

ma di aria fresca e bei paesaggi circondate.

 

Un mondo incontaminato

 

Che va dagli uomini valorizzato.

 

Andrea ora vive  a Topolò non ha solo molti amichetti

 

… si diverte  anche con i ragnetti.

 

Ora lui inventa le sue fiabe preferite

 

La bella verde natura le ha abbellite…

 

Di caldi colori

 

Perché le sue parole sono diventate fiori!!!!!!

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nessun commento:

Posta un commento