Il paese di Topolò nelle valli del Natisone
Sono andata giorni fa, a Topolò.
Il borgo montano sull'estremo confine italo-sloveno nelle valli del Natisone è uno dei teatri della guerra di Caporetto; si presenta come una bomboniera, fatta di particolari. Ogni gesto degli abitanti ( sono pochissimi) alla propria casa, diventa parte del paesaggio, non è lasciato al caso e racconta al visitatore attento, emozioni nate dalla semplicità del vivere quotidiano.
Per raggiungerlo si percorre una via strettissima tra i boschi ma presto la valle si apre e il presepe di case appare al nostro sguardo curioso, incastonato sulla montagna
Ho incontrato una bimba che portava al pascolo le pecore con il padre. Mi ha colpita con quanta serietà lo faceva, pur avendo nel volto la felicità de gioco.
Tracce d'arte e di bellezza naturale ricordano che qui, una volta all'anno, si svolgeva una specie di laboratorio all'aperto, reale ed immaginale che utilizza ciò che c'è senza scenari o palcoscenici se non le strade e le case, i prati esistenti. Questo accadeva nel mese di luglio e si chiamava " stazione di Topolò" ( Postaja Topolove).
le vie diventavano , in quel momento, luogo di incontro di artisti di diversa area e tendenza ( poeti, scrittori, scultori, registi, musicisti, performers e uomini di scienza, etc) pronti al dialogo e al confronto, e l'arte diventa lingua universale
Scrissi anni fa una filastrocca che ha per Topolò il suo scenario
Il paesetto chiamato Topolò
sui monti abbarbicato come non lo so…
in una casa
quasi diroccata,
al limitar di
una stradina in salita,
che tra i vecchi ruderi pare scolpita,
vive la vecchia
zia Marta
che di mestiere
fa la sarta.
Gira per strada
con un enorme cappello
teme il sole, e
gli fa da ombrello.
Possiede una
bicicletta tutta sgangherata:
chissà da dove
l’ha riciclata!
La sua casa è
l’abitazione di ogni genere di animaletto:
gatti, cani,
topi e anche di qualche insetto…
Le ragnatele
fanno da tendoni
e s'
intravedono dietro ai grandi balconi.
I topini sul
tavolo si recano a cena
perché Marta di
pulire non ha nessuna lena!
La polvere sui
mobili fa da tappezzeria,
con le dita un
sole, un albero si disegnano con maestria.
Insomma, una
casa molto disordinata
come la sua
gonna che è sempre strappata!
I suoi calzini
son sempre bucati,
i suoi capelli
son ogni giorno arruffati.
Un gatto nero è
il suo amico del cuore,
porta sfortuna
ma è il suo grande amore!
Lui le sta
vicino in quella grande confusione,
e della stamberga infondo è il grande padrone.
Un giorno,
dalla città venne lì nei pressi a soggiornare,
un bimbo
fragile, pallido con cui era difficile parlare.
Sempre solo, quasi
mai lui si divertiva
e dai suoi
occhi tristi lo si capiva.
Si chiamava
Andrea il fanciullo solo soletto
che dal suo
cancello guardava di zia Marta il
giardinetto.
Lui lo spiava
da lontano incuriosito
ma anche un
poco intimorito.
Tanti libri lui
leggeva di fantasia
perché così il
tempo gli volava presto via.
Cavalieri e
draghi, castelli , streghe e folletti felici
Erano per lui i
soli amici.
La zia Marta
che era una persona sensibile
e per certi
versi imprevedibile,
con dolcezza lo
invitò a bere una cioccolata profumata
dicendogli che
densa, e colorata l’avrebbe preparata.
Andrea quando
entrò nelle stanze del disordinato casone,
spaventato si
rannicchiò in un cantone.
Che paura aveva
di quei grossi ragni,
pelosi, neri
anche se dicon che portan guadagni!
Marta gli si
avvicinò con dolcezza,
sul visino gli
fece una delicata carezza;
lo abbracciò
stretto stretto
e lo nascose
sotto il suo grande berretto.
“ Veloci, usiamo
la plastilina… e
del ragno facciam la faccina;
Coraggio!! Dipingiamo
quel mostriciattolo di un colore gioioso
che non ti
sembri a prima vista spaventoso…
raccontami come
ti senti
quando lo vedi
e batti i denti! ”
Tra i due si
creò, cosi, un gran calore
e il bimbo
calmò lentamente il suo tremore.
Nacque
immediata una grande intesa
Il tutto nato da
una paura presa…
Che sbocciata è
come fiore
E ha donato al
cuore gran tepore
Andrea con i
ragni iniziò a familiarizzare
e con i bambini
del piccolo paese a giocare…
Il giardino della
zia Marta ora è un paradiso d' idee e di tesori da scoprire
basta non farsi
intimorire…
I bambini ora
l’aiutano a riordinare,
e in quella casa c’è un bel daffare:
spolverare,
spazzare, rammendare!
Ci sono anche i
letti da rifare!
Il tutto è
fatto in allegria
per stare
insieme in compagnia,
c’è l’estate e
si sta in vacanza.
Ci si diverte
con grande baldanza
tra le montagne
abbandonate
ma di aria
fresca e bei paesaggi circondate.
Un mondo
incontaminato
Che va dagli
uomini valorizzato.
Andrea ora vive
a Topolò non ha solo molti amichetti
… si
diverte anche con i ragnetti.
Ora lui inventa
le sue fiabe preferite
La bella verde
natura le ha abbellite…
Di caldi colori
Perché le sue
parole sono diventate fiori!!!!!!







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