L'amore per i fiori e' un dono di mia madre.
Trapiantava e rinvasava con cura piantine di tutti i tipi ed io piccina la seguivo con la paletta, pronta a far esperienza della terra.Mi aggrappavo al suo grembiule, a fiori colorato, quasi a volermi proteggere da un qualcosa di oscuro di cui avevo timore
Il cielo e i sogni erano sempre stati il mio mondo congeniale.
Eppure, lì in quella terra sporca , dura, sassosa o soffice scura come il carbone, ho imparato a vivere il radicamento. Ancora oggi, per me è' salutare meditare ed entrare in contatto con i miei silenzi, attraverso i fiori e la terra che li accoglie.
Nuovi verbi hanno fatto strada nella mia vita, trasformandone il senso, e non sono rimasti pure coniugazioni : attendere, pazientare, curare, entrare in sintonia, accettare, amare, rispettare.
I bimbi di oggi poco esplorano con le mani, canali nutrienti del cuore, questa esperienza di con-tatto!
Aumentano la stimolazione mentale ma impoveriscono quella della esperienza semplice e concreta.
In questi anni, ho imparato una lezione dalla natura: a me tocca la parte che mi spetta

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