giovedì 11 febbraio 2021

D'improvviso

  D’ improvviso può accadere che ciò che da tempo sedimentato trovi luce e consapevolezza

Basta poco, a volte.

Una immagine, una frase, un accadimento possono aprire dei file interiori o finestre di significato e sciogliere matasse aggrovigliate di anni.

Camminare in natura, favorisce quel giusto raccoglimento che è al servizio dell'ascolto più profondo di se stessi.

Quante volte, ascoltando l'acqua scorrere siamo stati presi da una sensazione di liberazione e chiarezza?


come scriveva Erri De Luca


"Molto del destino di ciascuno dipende da una domanda, una richiesta che un giorno qualcuno, una persona cara o uno sconosciuto, rivolge: d'improvviso uno riconosce di aspettare da tempo quella interrogazione, forse anche banale ma che in lui risuona come un annuncio, e sa che proverà a rispondere ad essa con tutta la vita"





giovedì 28 gennaio 2021

Il ponte del diavolo a Cividale del Friuli. Quando impariamo a guardare le cose quotidiane da prospettive nuove

Siamo abituati a percorre  il paese o la città dove viviamo, attraversando gli stessi punti di riferimento. Ci sono noti e ci muoviamo con consueta famigliarità, dimenticandoci di "stupirci".

Con questo atteggiamento, ultimamente, mi muovo nella mia città che è Cividale  del Friuli  (Ud) "aiutata "il che è quasi paradossale,  da questo anno particolarmente complesso per le chiusure e i colori  delle regioni.

La cittadina ha come punto di riferimento, molto conosciuto, un ponte detto del diavolo. Esso ha  nome da una antica leggenda che vede un diavolo e un sindaco impegnati nella sua costruzione . Poiché pare che ,umanamente, non si trovassero le strategie per unire le due sponde,  un giorno il borgo mastro della città disse che avrebbe dato l'anima al diavolo per riuscire a trovare una  bella e buona soluzione. Fu immediata l'apparizione del diavolo in persona che si dimostrò favorevole a barattare l'anima di un cittadino cividalese con L'edificazione di tale monumento. Fu siglato il patto tra i due e pare che vi fu, a seguire, una nottata di tuoni e fulmini uditi dai cividalesi chiusi  nelle loro abitazioni . Si racconta che la madre del diavolo  in persona, si fosse scomodata per rendere possibile tale  evento portando nel suo ampio grembiule un enorme masso. Questo servì a unire  le due sponde( tale masso è ancora visibile e dona maestosa mostra di se stesso al centro del fiume) Al mattino, tutta la città stupita e meravigliata fece suonare a festa tutti i campanili di Cividale e  venne, a seguire,  benedetto con l'acqua santa il ponte. Al  momento dello scambio pattuito , il diavolo era oramai sicuro dell'esito raggiunto ma   il borgo mastro  non se la sentì di sacrificare un suo concittadino e si fece così più furbo dell'avversario . Da un sacco, fece uscire un cane che attraversò il ponte  e corse incontro al diavolo, il quale si arrabbiò terribilmente andandosi  a conficcare nell'antro di Castelmonte, una rocca medioevale poco distante cosi chiamata "Buco del diavolo". Nulla poté contro il ponte  perché era protetto dall'acqua benedetta!

Leggende che raccontano di un lato fiabesco di tale costruzione e che, come da tradizione, viene  raccontata a tutti i bambini e ai turisti in visita

Ha molte altre versioni ma io racconto quella che mi è stata tramandata. 

Due sponde uniscono  il bene e il male in una leggenda, come la dualità si manifesta nella vita di ogni uomo in forme svariate ( luce ed ombra, bianco e nero, sopra sotto, etc) ma ha senso guardarle  entrambe.



Tale ponte ha una sua indiscussa magia e io ci vado spesso nelle ore del tramonto a cogliere i giochi che fa il  sole con le sue pietre, che in quel contesto,  creano sfumature  uniche e  alle volte, stupefacenti.

Imparare a guardare le cose con attenzione e curiosità "nuova" come non le avessimo vai viste prima,  ci "educa" ad una speciale e semplice  possibilità di sguardo 

Noi che  siamo "abituati" a classificare emozioni, osservazioni, convinzioni secondo parametri rigidi e consueti, Impariamo da queste piccole sfumature a "cambiare" atteggiamento.

Può essere un buon inizio per  ammorbidire il nostro sguardo e scoprire degli angoli  davvero incantevoli anche vicino a casa.

Coinvolgere in questa scoperta anche i più piccoli, significa spingerli ad esplorare il mondo circostante quale fucina di  idee, scorsi, scoperte. Un internet naturale molto più vero ed utile perché concreta palestra sensoriale. 

Bello dirsi quindi.....


Oggi che scoprirai/ scoprirò di nuovo?

ed essere pronti alla sorpresa come ci mostra  una bella leggenda di tradizione popolare che ha sorpreso un " sicuro" diavolo alle prese con la sua grandiosità e sicurezza di conoscere tutto!


lunedì 25 gennaio 2021

Tramonti di gennaio : quando i colori abbracciano l'infinito - Riflessioni


Sono sere fredde e i colori sono intensi
Pare di essere in una fiaba e camminarci contro ....
Qualche accenno di cambio di stagione nell’aria
Un uccello fischia su di un gelso spoglio, più sicuro del suo canto, rapito da una notte che non scende.
Esiste una magia particolare nei colori della natura.
Ci si rende conto che l'infinita tavolozza umana delle tinte non rende tutta la bellezza che nutre lo sguardo.
Fermiamoci e restiamo in quell'incanto
Respirando un ossigeno nuovo che racconta di speranza
Credo sia nei momenti 'essenziali che si assapora la vita.













 

martedì 19 gennaio 2021

Fiaba: i colori dell'arcobaleno e i colori della vita


I colori dell'arcobaleno e i colori della vita

 

Fiaba dedicata a che crede che la creatività sia utile per il benessere dei bambini e dei più grandi perché aiuta a dare vita sempre  a qualcosa di nuovo da scoprire. 

 

 





Era in arrivo un forte acquazzone.

Grossi nuvoloni grigi si addensavano pesanti all'orizzonte.

Presto sarebbe caduta  la pioggia.

Una scatola  nuova di colori ad acquarello era stata gettata da un bambino con noncuranza, sul  vecchio tavolo  di ferro battuto.

Si chiamava Stefano.

Lui non amava dipingere.

Preferiva sporcarsi nella terra e giocare con le macchinine o le costruzioni.

Gli animali  della fattoria erano stati sempre la sua passione e

con il papà li puliva e li accudiva.

Con la mamma raccoglieva le uova del pollaio per cucinare delle ottime torte  abbellite con la frutta dell'orto.

Quel giorno di primavera, il temporale stava arrivando.

Stefano era fermo inginocchiato su di una sedia di legno, e con la faccia schiacciata dietro ai vetri guardava fuori, preoccupato dal vento forte e dai rumori roboanti .

Si era cosi, dimenticato dei colori sul tavolo di ferro.

Anch'essi parevano spaventati di quello che sarebbe accaduto di lì a poco.

Qualcuno rideva comunque, rallegrato dal sole donato alla sua tinta; altri, invece, parevano più pensierosi.

“Se piove, i nostri colori si scioglieranno e non potranno più essere utilizzati per disegnare! Dobbiamo trovare una soluzione" disse il verde con preoccupazione ma cercando di rassicurare i compagni.

               

 I colori, erano nuovi e quindi non sapevano nulla del mondo delle diverse tinte e dei giochi dei più piccini

Lo dovevano imparare, come tutti i bambini, quando imparano  la lezione dalle maestre con curiosità.

“Come possiamo evitare che piova?” disse il rosso arrabbiato come sempre e con un grosso vocione

“Qui le cose si stanno mettendo male” replicò il nero  molto triste  e piagnucoloso

“Forse, il bambino uscirà di casa e ci porterà  finalmente dentro  al riparo” sperò fiducioso il giallo con un sospiro.

“ Io credo che dobbiamo farci forza e spingere insieme  la scatola sotto il ramo dell'albero; il ramo che  sto vedendo da qui! “ propose il marrone molto saggiamente.

“Ritengo che quando non eravamo colori ma solo una polverina , tutto andava meglio” aggiunse il viola con nostalgia sbuffando come uno stantuffo di un treno.

“Ragazzi, teniamoci calmi e non perdiamo il controllo della situazione” cercò di dire il blu, con tono sicuro, come un vigile con la paletta in mezzo al traffico .

Mentre le vocine parlavano, tutte insieme unite, i rombi del temporale si facevano sentire come tante auto in corsa sulla pista delle nuvole.

Iniziarono a cadere dei grossi goccioloni, poi, via, via la pioggia si fece più fitta.

I colori iniziarono a sentirsi bagnati, sempre di più.... e come per magia, iniziarono a sciogliersi.                           

 Al principio di questa danza, si sentirono le loro grida spaventate, poi, lentamente,  I colori iniziarono a

ridere....ridere...ridere. 

Si stavano divertendo!

Per magia il giallo si fondeva nel rosso e diveniva arancione; il giallo nel nero e si trasformava  in marrone; il bianco con il rosso: ecco il rosa.

Un arcobaleno di colori.

Sul tavolo   iniziò  a prendere forma una strana immagine, quasi un fiore di luce che si allargava a vista d'occhio.

Di corsa, Stefano, il bambino della campagna, uscì  di casa, incurante della pioggia che scendeva. Rimase fermo, a bagnarsi, stupito davanti al vecchio tavolo di ferro.

Quello che vide gli parve una magia.

Alzò gli occhi al cielo e in un angolino lassù...vide uno squarcio di sole, e a discesa veloce, un arcobaleno di luce.

“I miei colori hanno fatto questo?” pensò “C'è l'arcobaleno!!!” .

La gatta Lilla parve stupita anch'essa di quello strano incantesimo: un ponte di luce tra le nuvole.

Una rondine sfrecciò veloce nel cielo  cantando che presto sarebbe tornato il sereno.

Felice di questa nuova scoperta il piccolo Stefano, prese quello che rimaneva della sua scatola di colori ad acquarello e li riportò in casa.

Da quel giorno amò disegnare con i colori della vita il suo foglio bianco.

 

 

 

                                              

lunedì 30 novembre 2020

La mia visita a Vinci e Il genio, lo spirito di Leonardo da Vinci attraverso qualche suo pensiero


La scorsa estate mi sono fermata quattro giorni a Vinci, città natale di Leonardo da Vinci (Anchiano 15 aprile 1452 Amboise 2 maggio 1519).

Ho alloggiato in una antica rocca, probabilmente di storia medioevale da persone semplici e molto di cuore.





Tranquillità e pace mi hanno pervasa, in una Toscana che amo, con ulivi, grano e coltivazioni a vigneti che in quella zona è diffusa.

La sensazione di sguardo ampio, tra cielo e terra è stata la costante sensazione a cui ho fatto riferimento, in  quella manciata di giorni , alla ricerca e alla scoperta di un genio che poco conoscevo se non per ricordi scolastici  ed universitari.

Di lui mi ha sempre affascinato la poliedricità dei suoi  interessi e il suo  spingersi su più livelli della conoscenza umana, esistenziale  e  artistica che credo sia stato lo stesso sguardo  a cui lui  stesso è stato  educato  da bambino, dalla terra che lo ospitava. In quelle zone, in effetti  gli occhi vagano lontano, sono spinti a farlo e a non fermarsi nel qui.


Leonardo aveva un modo di ragionare eccezionale. assolutamente moderno per il tempo in cui viveva . La scrittura criptica da destra a sinistra, il fatto di scrivere frasi in codice, di inventare anagrammi e rebus per diletto, i metodi con cui conduceva indagini anatomiche , l'approccio materiale e immanente . erano l'espressione pratica del suo agnosticismo 

la sua fame di ricerca non lo faceva  molto spesso arrivare alla fine della sue realizzazioni ed una cosa è certa: le sue opere lasciano aperta l'immaginazione allo spettatore che esplora, pertanto, incuriosito... lo stupore e la meraviglia del mistero!

Per chi lo desiderasse , rimando a questo link per conoscerne la vita e le opere 







Cerco di attraversarne il genio profondo, lontano ma ancora vivo e presente, ascoltandone l'insegnamento  nelle sue parole e  pensieri che in me hanno risuonato  e  qui di seguito ho raccolto, insieme a qualche mia foto scatta a Vinci :


Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri


Colui che più possiede, è colui che più a paura di perdere


La pittura è una poesia muta, la poesia è una pittura cieca


Se tu sarai solo, sarai tutto tuo


Natura non rompe sua legge








Come è più difficile a 'ntendere l'opere di natura che un libro di un poeta


 Nessuna azione naturale si può abreviare


La natura è piena d'infinte ragioni che non furon mai in esperienza


L'uomo passa la  prima metà della sua vita a rovinarsi la salute, la seconda metà alla ricerca di guarire


La sapienza è figliola della sperienza


La  Palla della neve quanto più rotolando discese delle montagne della neve, tanto più moltiplicò la sua magnitudine


I sensi sono terrestri, la ragione sta for di quelli quando contempla


La semplicità è l'unica sofisticazione 


Nissuna cosa è più c'inganni che l'nostro giudizio


lo corpo nostro è sottoposto al cielo, e il cielo è sottoposto allo spirito


Niente  può essere amato o odiato se non è prima conosciuto


Costanzia non chi comincia ma quel che persevera


La somma felicità sarà somma cagione della infelicità e la perfezion della sapienza cagione della stoltizia 


Amor omni cosa vince


Quando lo spirito non collabora con le mani non c'è arte 


Il moto è causa di ogni vita


La vita ben spesa lunga è


La paura nasce più tosto di ogni cosa


L'anima desidera stare col suo corpo perchè, senza li strumenti organici di tal corpo, nulla può operare o sentire


Chi vuole veder come l'anima abita nel suo corpo guardi come esso usa la sua cotidiana abitazione cioè se quella è senza ordine confusa, disordinato e confuso fia il corpo tenuto dalla su anima


Riprendi l'amico tuo in segreto e laldalo in paleso


Ogni nostra cognizione principia dai sentimenti


Ciò che non ha termine ( l'infinito) non ha figura alcuna


Perchè vede più certa la cosa l'occhio nè sogni che colla immaginazione stando desto


Tristo è quel discepolo che non avanza il suo maestro


Questo per isperienza è provato, che chi non si fida mai, sarà ingannato





 (pensieri tratti dal sito di Leonardo da Vinci)



 



giovedì 26 novembre 2020

Alcuni pensieri di Bert HELLINGER padre delle costellazioni famigliari che mi risuonano

 Ciò che rifiuti ti imprigiona. Ciò che riconosci ti rende libero.






IL RISPETTO
Rispettare significa in prima linea: riconoscere.
Rispettare qualcuno significa
riconoscere che lui c’è, che è così com’è, e che, così
com’è, è anche giusto. Ciò include che, in questo stesso modo, mi
rispetti anch’io. Che rispetto di essere così come sono e che, così
come sono, sono anche giusto
Se io rispetto così me e gli altri, rinuncio a farmi
un’immagine di come io o gli altri dobbiamo essere.
Senza questa immagine, non c’è più giudizio riguardo a quel che sarebbe migliore.
Nessuna immagine artificiale si frappone più tra me e la
realtà che si mostra
In questo modo è possibile una seconda cosa - che pure
appartiene al rispetto: amo la realtà, così come si mostra.
Ciò significa soprattutto: amo me, così come sono; amo l’altro, così com’è; ed amo come siamo diversi.
Dopodiché e possibile anche una terza cosa - forse la cosa
più bella, che pure appartiene al rispetto: mi rallegro della realtà, così come si mostra.
Mi rallegro di me, così come sono; mi rallegro dell’altro, così com’è, e mi rallegro delle diversità - che io sono diverso da lui e che lui è diverso da me.
Questo rispetto mantiene le distanze. Non si insinua nell’altro, e neanche permette all’altro di insinuarsi in me, di attribuirmi qualcosa che non mi riguarda o di disporre di me
secondo la sua immagine



Accettare ciò che è, ti permette di raggiungere l'armonia personale con il tuo destino


L'essenziale è semplice



Onorando i genitori, qualcosa si fissa nel profondo dell'anima


 Quando siamo d'accordo con i nostri errori e le loro conseguenze, cresciamo         come esseri umani



Nell'anima nulla si ripete


i bambini chiedono ai loro genitori di essere grandi


Amore significa: riconosco che tutti, cosi come sono, mi somigliano di fronte a qualcosa di più grande


Dopo la passione ( amore a prima vista), ci rendiamo conto che il nostro partner è diverso da quello che avevamo supposto. E qui che inizia il primo passo verso il vero amore ( amore a seconda vista)


La pace inizia dove tutti possono essere quelli che sono





Solo quando il frutto maturo cade a terra rilascia ciò che serve al futuro 


La felicità è nutrita dall'affetto dei genitori, soprattutto dall'affetto della madre. Le persone felici amano i loro genitori e si sentono amate da loro. Quindi amano anche le altre persone e sono amate da loro

Quando ci preoccupiamo per le cose lontane, le cose vicine ci mancano

Se la madre consente al figlio di avere accesso al padre, il figlio avrà successo. La mamma è la vita, il papà il mondo


Quando  escludiamo qualcuno dal nostro cuore, diventiamo esattamente la stessa persona esclusa



Dietro di me, tutti i miei antenati mi danno forza. La vita è passata attraverso di loro finchè non ha raggiunto me, e in loro onore la  vivrò pienamente



L' anima si mostra solo quando non è interferita da intenzioni, giudizi e paure... e se ci apriamo a qualcosa di più grande



Nel nostro corpo nostra made continua a vivere


Se qualcuno trova ostacoli nelle sue relazioni, ha un ostacolo anche con la madre e il padre



Una persona è in pace quando tutti nella famiglia, hanno un posto nel suo cuore


I tesori più preziosi sono custoditi dal drago più terribile
Per raggiungerli dovrai andare da questo drago...e baciarlo


Noi occupiamo il nostro posto con molti altri accanto a noi. Nessuno ha un posto da solo



Non è il molto che sazia ma l'essenziale







L'essenziale è invisibile agli occhi

  Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
Che voleva dire La volpe al piccolo principe?
...ciò che vedi molto spesso è una tua illusione, costruzione mentale e non rappresenta la realtà più ampia. Per osservare in profondità qualsiasi cosa, devi ascoltare le tue sensazioni ed emozioni, intuizioni che molto spesso arrivavo “anche” dal tuo corpo e da ciò che ti pareva elemento insignificante, ma non lo è ...
Ascolta il tuo cuore, dove la tua esperienza ha trovato centro ed elaborazione
Le fiabe “ curano” per immagini direbbe Paola Santagostino