martedì 7 settembre 2021
Alle foci del Timavo tra storia e leggenda
Andar per Rilke a Duino : il sentiero che è poesia
(Rainer Maria Rilke)
martedì 1 giugno 2021
Musica ed educazione all'ascolto
Non si deve insegnare la musica ai bambini per farli diventare grandi musicisti, ma perché imparino ad ascoltare e, di conseguenza, ad essere ascoltati.”
(Claudio Abbado)
Divertente è poi, produrre i suoni insieme, con semplici strumenti come sassi, bastoncini, pietre, etc.
mercoledì 5 maggio 2021
Perle di Saggezza nell’ infanzia.
Perle di Saggezza nell’infanzia.
SAGGEZZA / INFANZIA
Sembra un connubio impossibile; un matrimonio lessicale che
non funziona; un controsenso. Le due parole non paiono coesistere, eppure ci
capita spesso, attraverso l’incontro con i bambini come educatori, genitori,
professionisti di ascoltarne la profondità, capacità intuitiva. Sono
sicuramente i figli di una nuova Era che manifesta e chiede un cambiamento.
Mi soffermo in silenzio davanti a certe frasi dei bimbi che
incontro nei laboratori creativi pedagogici
e resto sorpresa dei loro pensieri
essenziali che mi fanno riflettere e offrono uno spunto di dialogo interiore.
Sorrido e accolgo a cuore aperto parole leggere, racconti di
quotidiano che disarmano ma lasciano dentro una freschezza nuova.
Se la saggezza consiste nel “fare il miglior uso possibile
della conoscenza che si ha a disposizione” credo che in questi casi si attinga
a un “sapere intuitivo” vicino al
sentire del cuore.
Questi spunti immediati, nascono da uno sguardo alla vita e al suo scorrere con
atteggiamento più innocente, privo di nuvole o di sovra pensieri,
sovrastrutture, senza quel “sovra” che forse
rende tutti, noi adulti, più impermeabili anche alla stessa gioia e al
sorriso.
Nei laboratori individuali con i più piccoli si utilizzano i disegni, la
plastilina, i sassolini, le marionette, i
fiori, i libri di favole, etc…. il prato verde su cui distendersi diventa magari una bella cornice da cui guardare il cielo azzurro. Non esiste né
un prima , né un dopo, ma solo il momento presente che si manifesta e rende vivo
l’esistere e l'incontro educativo dove molto può manifestarsi per crescere.
C’è una filosofia
antica in quei momenti, non teorica ma
pratica.
Una filosofia spicciola, fatta di poche pennellate che
arrivano piene e dipingono tutto l’intero: anima cuore , corpo e mente.
Sono grata di questi incontri, me ne riempio il cuore perché
sento ancora di voler imparare anche da chi usa linguaggi che
apparentemente credo di conoscere per
formazione ed esperienza, vista la mia non più giovane età, ma che forse ho dimenticato o rimosso. Tendo pertanto, a divenire un foglio bianco che accoglie senza interpretare.
Desidero condividere con voi qualche piccolo pensiero
luminoso raccolto in questi anni , spero che possa illuminare il vostro cuore come ha accarezzato il mio.
Prova a leggere il tuo
nome alla rovescia: che tu lo legga diritto o alla rovescia resti sempre tu,
non cambi, però sorridi. ( 6 anni)
Le mie cocorite non hanno bisogno di sposarsi o
di avere figli. Si vogliono bene comunque: hanno zampe lunghe e forti, hanno il
becco arancione e le piume colorate. Sono felici cosi. ( 6 anni)
Ieri vedevo il sole
tramontare: non sono salito a cavallo, l’istruttrice si è arrabbiata molto ma
dopo….dopo….non lo avrei visto tramontare. Cosa mi sarei perso? Qualcosa di
bello. ( 6 anni)
Noi abbiamo le
antenne, come gli insetti, con quelle ascoltiamo ciò che gli occhi non vedono.
Funzionano sai… Funzionano anche per te
che sei grande. Solo se le inizi a usare.
( 6 anni)
Sai…, si sentono cose
strane in TV: coppie che si separano, si lasciano.
I genitori a un certo
punto sono strani, sono stanchi. E guardano altrove. Io, i miei “due”, li
tengo d’occhio sempre, anche se non mi
vedono. ( 8 anni )
Sai vorrei un dono: un dono grande per il mio compleanno. Desidererei che i miei genitori stessero con me di più a giocare. Loro mi fanno fare tante cose, io corro in macchina tra una cosa e l’altra, ma io….voglio solo ritornare a casa. Nella mia camera. Sono stanco dopo la scuola. Mi aspetta il mio cagnolino, lui è felice e gioca con me quando mi vede. ( 8 anni)
Io amo viaggiare: ho
visitato tanti continenti, sono andato anche in aereo. Ho visto persino il
mare. Sono andato a Rimini. ( 5 anni)
Mi sei simpatica
perché sei furba : ti chiami con due nomi Rosa Rita. Cosi se non ti piace uno
l’usi l’altro. ( 6 anni)
I voti sono numeri che
ci dicono chi siamo ( 8 anni)
Mio papà è un principe
pirata ed io sono la sua principessa. Ogni tanto, arriva a casa a prendermi e mi porta sulla sua
isola. Io sono felice perché sono sulla sua nave. Poi ritorno a casa da mamma. ( 6 anni)
Io ho il gatto e due
tartarughe, il papà il suo cellulare, la mamma il pc. ( 7
anni)
Siamo una famiglia numerosa: mia mamma, mio papà, la mia sorellina con due stelline in cielo. Quelle sono il nonno e la nonna. Quella che brilla di più è la nonna, il nonno brilla di meno perché è dietro. ( 7 anni)
Tu sei la mamma di
tanti bambini? Tu ne hai uno? Credo tu sia una fatina, perché sei bionda ma la
bacchetta magica dove l’hai messa…..? La usi qualche volta? ( 4 anni)
Ma se tu parli ai bambini….chi parla con te quando non ti senti capita? Ti fai abbracciare quando piangi? ( 9 anni)
La storia che scrivo,
oggi con te, non voglio, abbia la parola fine… perchè la mia è una storia a puntate
( 8 anni)
Ecco ho dipinto...un'opera d'arte, ovvero...una cosa mia bellissima ( 6 anni)
giovedì 29 aprile 2021
Quando la natura diventa una stanza di apprendimento e "non ha più pareti ma alberi " : riflessioni sull'outdoor education
Così il costante uso dei cellulari e del pc, l'uso/abuso del web e di internet come via privilegiata di conoscenza e relazione, ha fatto sì che emergesse ancora più forte la richiesta di cambiamento e di ritorno ai principi base dell'esperienza umana, cosi semplici ma proprio per questo, dimenticati e credo, alle volte, dati per scontati quelli in cui si valorizza i cinque sensi e li si utilizza.
Ho scritto, qualche anno fa, un libro insieme a Mauro Ozenda ( esperto di sicurezza informatica) "UN COMPUTER DAL CUORE SAGGIO" Curcio edizione che racconta di sicurezza internet e minori.
Rileggendolo in questi tempi mi pare molto attuale perché è risultato un bel modo per parlare di pedagogia della e nella natura.
Nella fiaba, all'interno del libro, si racconta che un pc perde la memoria per l'arrivo di alcuni terribili virus; la sua più grande amica lo aiuterà a ritrovare la memoria perduta, e cosi preziosa per svolgere il compito quotidiano, per cui è stato costruito dagli uomini. Il viaggio nel bosco, alla ricerca delle soluzioni, avverrà con l'aiuto di una nonna, un gattino e un uccellino mandato dalla Natura. Quest'ultima è la protagonista indiscussa della fiaba. Sarà proprio lei che cambierà, in positivo, le sorti dei protagonisti. Tutto terminerà con il più bell'augurio ....il pc potrà concedersi un pisolino e tutti i bimbi correranno all'esterno per giocare con gli amici, imparando a crescere all'aria aperta!!!
Se ognuno di noi è stato chiamato da questa pandemia ad uscire e a dar valore ai percorsi esterni, lo hanno fatto anche i nuclei famigliari che molto spesso, in questi mesi, si sono recati nella natura, trovando ristoro e per imparare lezioni nuove ed interessanti date dagli alberi, dagli insetti, dagli animali, dalla pioggia, dai fiumi, etc
Ultimamente, uno sguardo pedagogico emergente, ancor più riconosciuto di valore durante la pandemia, è quello dell' Outdoor education (OE) inteso come diceva la pedagogista Marta Arduino "un insieme di pratiche educative il cui comune denominatore è la valorizzazione dell'ambiente esterno inteso come spazio di apprendimento"
Negli ambiti scolastici ( nidi, scuole d'infanzie e scuole primarie), associativi, culturali, etc si è cosi iniziato a pensare e credere sia fondamentale la valorizzazione delle potenzialità dello stare fuori (out-door) ,dell'ambiente e della natura come luogo di espressione e formazione.
Tale filosofia di pensiero è nata, nella seconda metà del novecento da un pedagogista tedesco Kurt Hahn che fondò una prima scuola di outdoor training nel Galles e a seguire tale filosofia si diffuse nel nord Europa e dagli anni ottanta/novanta anche in Italia ha influenzato ogni ambito che abbia avuto a cuore "l'apprendimento all'aria aperta" e l'educazione all'esterno, associandola al rispetto, quanto mai sentito, dalle giovani generazioni, del pianeta e del suo ecosistema.
L'outdoor education ha permesso la riscoperta del concetto di natura in tutte le fasce di età che vanno dall'infanzia, alla terza età associandola all' esperienza dell'attivismo pedagogico in cui la filosofia prima è: "imparo perché faccio" e la realtà viene esplorata attraverso i cinque sensi per cui ciò che viene fatto fuori diviene fonte di apprendimento ed orientamento, non è solo un atto ricreativo fine a se stesso.
Molti pedagogisti negli anni hanno valorizzato l'esperienza della natura quale maestra di vita e di esperienza basti pensare al "vivere la natura del bambino" di Maria Montessori, al Dewey con il concetto di "esperienza", ai "giardini di infanzia" di Frobel, a Steiner, etc.
L'educazione fuori porta permette di immaginare esistano delle possibilità e buone pratiche educativo- didattiche, atte ad ampliare attraverso l'approccio sensoriale ed "esperienziale" lo sviluppo della persona sotto l'aspetto emotivo, cognitivo, relazionale, oltre che implementare le sue capacità di osservazione ed intuitive di problem solving. Non trascurabile il fatto che, anche il corpo e la salute, possano trarre, da questa esperienza all'aria aperta, beneficio.
I boschi , le camminate, i giardini, i parchi diventano "libri attivi e vivi" atti a favorire, in ognuno che li abita e cammina con curiosità sempre nuova, utili apprendimenti
Tali esperienze implementano competenze espressivo- creative immaginative oltre che psico-corporee perché la Natura con le sue suggestioni è capace di regalare grande ampiezza di sguardo.
Questi ambiti nel verde divengono anche palestra relazionale di socializzazione, di cooperazione e collaborazione tra pari, oltre che migliorare il dialogo e l'interazione con gli adulti .
In Italia, in questi ultimi anni, si è assistito alla nascita di asili nel bosco, fattorie didattiche, case nel bosco e nel verde rivolte ai bambini, esperienze sempre più in espansione; attività condivise negli orti delle città o nei giardini pubblici per adulti e per bambini.
Mi auguro che queste esperienze di "consapevolezza nel verde" sempre più diffuse , portino l'essere umano a riappropiarsi di un antico concetto di unione con il pianeta Terra, Madre e culla della vita
Come sosteneva Gary Snyder " La natura non è un posto da visitare . E' casa nostra"
lunedì 26 aprile 2021
Il Cammino: educazione al Ben-essere
Imparare a camminare è imparare a
vivere e a costruire una relazione prima di tutto con se stessi .
Il cammino rappresenta un’esperienza umana, relazionale e spirituale profonda.
Può rappresentare un vero laboratorio educativo di cura e favorire
la ricerca di se stessi, dei propri angoli bui e luminosi attraversando a piedi
percorsi brevi e, magari, se siamo fortunati, panoramici .
L’esperienza del camminare si nutre del “qui e ora” vissuto come ricca possibilità
di presenza mentale.
La persona lungo il cammino può contattare le sue risorse, lasciando andare
stress e tensione emotiva.
La natura con la sua bellezza può proporre immagini , esperienze nuove , alla
luce delle quali, apprendere efficaci modi di rivedere le proprie
esperienze esistenziali.
Io stessa , in questo anno pandemico, ne ho sperimentato la bellezza e
l’efficacia sul corpo , mente ed emozioni.
Incamminarsi , prefiggersi una meta, superare i propri limiti , svuotare la
mente da pensieri pesanti sono alcuni dei benefici che regala questa
esperienza, nata con l’uomo.
I propri passi in movimento possono far riacquistare nuova energia e favorire un buon riposo dopo una sana stanchezza motoria.
Camminare, inoltre, favorisce il pensiero creativo, apre a nuove possibilità ,
strategie e idee , libera l’immaginazione e la fantasia.
La natura ci invita ad uno sguardo semplice, essenziale ma totale.
A noi riempirci della sua “ bellezza “ che non conosce nella sua accezione, la dualità, scissione ma
contempla tante sfumature possibili.
Nietzsche scriveva “Tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina”.
ed ancora
R. Tagore “ Camminare , è ad ogni passo, un incontro con noi stessi “
giovedì 11 febbraio 2021
D'improvviso
D’ improvviso può accadere che ciò che da tempo sedimentato trovi luce e consapevolezza
Basta poco, a volte.
Una immagine, una frase, un accadimento possono aprire dei file interiori o finestre di significato e sciogliere matasse aggrovigliate di anni.
Camminare in natura, favorisce quel giusto raccoglimento che è al servizio dell'ascolto più profondo di se stessi.
Quante volte, ascoltando l'acqua scorrere siamo stati presi da una sensazione di liberazione e chiarezza?
come scriveva Erri De Luca














