mercoledì 3 aprile 2019

Frisanco e il maestro Benito




Frisanco e il maestro Benito



Domenica sono andata al lago di Barcis per incontrare a Frisanco ,paesino nei pressi, l’anziano maestro 

del paese: Benito Beltrame. Con i suoi 96 guida ancora l’auto ed ha mille risorse ancora in campo. 

Lo ascolto con piacere perché mi ridona un senso semplice dell’ educazione che si è andato via via 

perdendo , quello che incontra il valore importante delle nostre mani, piedi e cinque sensi , al servizio 

della crescita cognitiva, emotiva , pratica.

Benito mi racconta di api, piante, montagne, leggende, tradizioni, storie di guerra e mi riconsegna , 

attraverso le sue parole sempre del cuore, un significato nuovo da donarmi e donare al mio percorso 

umano e pedagogico .





Presto uscirà una sua biografia.

Ne conosco già alcune sue pagine, lette a volte con commozione 

davanti al fuoco acceso.

Incontri semplici che abitano la mia vita e la rendono ricca.

Educare




Educare


Educare significa “tirar fuori” il meglio che c’è dentro alla 

persona, ovvero valorizzare quanto di buono ci 

sia potenzialmente in un individuo.

Ci educhiamo e veniamo educati ed educhiamo in modo 

costante e permanente.


Mutamento e movimento della e nella vita.

giovedì 21 febbraio 2019

camminare ai laghi di Fusine


laghi di Fusine 
(Tarvisio)

Camminare nella natura offre riflessioni preziose.
Silenzio  e contemplazione della bellezza, aprono sguardi interiori nuovi.
Colori e sfumature si fondono nella tavolozza del cielo.
Il paesaggio racconta la storia della terra

 



mercoledì 20 febbraio 2019

un computer dal cuore saggio scritto da R. Formica e M. Ozenda


Un computer dal cuore saggio

di Mauro Ozenda e Rosa Rita Formica

https://www.curciostore.com/curcio-kids/736-un-computer-dal-cuore-saggio.html












Fiaba e considerazioni pedagogiche sulla navigazione sicura per genitori ed insegnanti. La fiaba è illustrata ed adatta a bambini dai 6/10 anni. 
Racconta di un computer, un gatto, una bambina e la sua famiglia alla ricerca dedlla saggezza perduta, quella che si trova in fondo al cuore e alla natura. Le nuove tecnologie e i nuovi modi di comunicare al servizio delle relazioni umane, tra fiaba ed educazione digitale
Un giorno, il pc Lobsan perde la memoria per l’arrivo improvviso dei virus. Per ritrovarla, verranno in suo aiuto Carlotta, gatto Piombino e nonna Marta, suoi compagni inseparabili. Attraverso un lungo viaggio nel fitto bosco con la neve, comprenderanno il valore dell’amicizia, conosceranno alcuni segreti della natura, del rapporto con gli altri e impareranno le regole per viaggiare sicuri in rete. Un prezioso alleato della natura giungerà provvidenzialmente in aiuto al gruppo di amici e li condurrà verso l’informatico scienziato del bosco, il simpatico Solidus. La fiaba avrà un lieto fine, atteso con gioia anche dal PC smemorato ma saggio: sarà un lieto Natale in famiglia!

AUTORI
Mauro Ozenda da 10 anni segue percorsi legati all’uso sicuro, sano, legale e consapevole di Internet e dei social media. Ha collaborato in qualità di formatore con Mi- crosoft in molte regioni italiane su progetti all’interno delle scuole per formare docenti, ragazzi e genitori.
Rosa Rita Formica, pedagogista, è diventata consulente educativa di minori e famiglia, dopo aver maturato una lunga esperienza educativa e formativa nella ria- bilitazione psichiatrica territoriale. Utilizza i “laboratori creativi espe- rienziali di ascolto” nell’azione pedagogica

 

giovedì 26 novembre 2015

Felicità......





La felicità è polverina
che trovi nella Nutella ogni mattina
La cerchi anche in ogni pietanza
che accontenta palato e...
 La tua "Panza"!!!
Felicità è mangiarsi un gelato cremoso
o una pizza con contorno sfizioso!!
Il tutto meglio se in compagnia
così sorride anche  lo stomaco in allegria.


   

Felicità e aria delicata
che ti Viene in dono ben arrangiata
essa allieta il tuo orecchio
e gioioso te danzar fa parecchio.
Musica sentita con le cuffiette
magari al caldo, sotto le coperte ...
Che felicità e che calore
dona all'anima la musica e quel tepore!




  
Felicità è carezza leggera
che ritrovi alla sera
quando ti abbracciano mamma e Papà
con cui in conflitto spesso si sta!
Il loro amore è dono sicuro
che portiamo in cuore quale frutto maturo




 Felicità è l'amico che ti tende una mano
con cui condividi anche un pastrano
Con lui voli con la fantasia
da questa grigia e solita via
quello che accompagni con il motorino
e con cui resti sempre vicino


Felicità è un grande amore
che ti dona un bel tepore
un abbraccio e una carezza
portatori di sicurezza
guardarsi occhi negli occhi
e principesse che trasformano ranocchi
La fiaba che diventa realtà
 sorridiamo a volontà'


La felicità è divertirti con uno sport del cuore ...
Che si  pratica con grande amore
la dedizione e l' esercizio
Sono capaci di un grande artificio
quello della gioia e del tripudio
della felicità davvero un bel preludio ...

  
 Felicità è  un fiocco di neve
che lento, lento  cade lieve
un bel panorama in riva al mare...
e in un paesaggio di montagna in silenzio restare.
Osservare rapiti un fiore bello,
un volo leggero di un bel fringuello.
La natura e le sue meraviglie
di luce solo piccole scintille ....

  

 Felicità è un nome strano che diamo a qualcosa che ci sfugge
a noi di mano...
ma dipingiamolo con il colore
che dell’Uomo  è un grande Amore
La luce che brilla dentro il nostro cuore
E che ci è donata dal Nostro Creatore
Padre Madre Fratello Amico Amore insieme
Il dono grande di stare bene!!!!





lunedì 3 novembre 2014

Silenzi e risposte



Nei silenzi in cui parla la natura, ricevo le risposte improvvise alle domande che da tempo pongo al mio cuore.
Nel SAPER ATTENDERE, assecondando i sensi in ascolto, incontro un verbo che poco conosco
La natura Ama non fa fatica e non impara a farlo : è la sua essenza.
Amore in un rivolo di vento che accarezza il volto.

martedì 16 settembre 2014

La via del fiume

Questo mio  scritto nasce dall'amore per il fiume Natisone a Cividale del Friuli; è capace,nella sua  semplice magia, di ispirare  immagini poetiche. 




Guardò con aria gioiosa lo scorrere del fiume con l’elmo sotto il braccio.
Si spostò il mantello nero mosso dal vento.
Cividale era ventosa.
Muoveva anche ciò che restava assopito e lo risvegliava di fresco
Si sfregò la barba scura di un lungo viaggio.
Ora era ritornato a casa.
Si sentiva che non sarebbe più ripartito.
Guardò il fiume che gli era cosi caro e amò ogni suo singolo angolo
Presto avrebbe riabbracciato la Donna che aveva amato, in silenzio, per anni.
Lei aveva alimentato la forza interiore in ogni battaglia aiutandolo a sfidare la morte.
L’attesa di quell'abbraccio, era un dopo cui non aveva mai voluto rinunciare e la sua spada si faceva per questo sicura nel campo tra fango, sangue e dolore
Pensò, chinando la testa in preghiera, che ogni battaglia, se porta con sé la morte, è vana.
Sul campo, non ci sono né vinti né vincitori, tutti siamo uniti da uno stesso destino.
Rivide con gratitudine il volto di ogni amico che era volato al di là, per una causa che riguardava l’egoismo umano di potere e di dominio.
L’Amore …..
Un canto di usignolo che volava leggero tra un ramo e l’altro, gli ricordò la sua musica senza stonature.
Può un uomo di guerra che lotta.... amare?
Si, lo aveva sentito bene.
Non nel battito frenetico del cuore, trepidante in una attesa, ma nel sentire profondo che un uomo e una donna possono crescere insieme senza perdere la propria essenza.
Lei era gentile, semplice, amorevole ed aveva accolto ogni sua spigolosità smussandola piano piano, come l’acqua fa con la roccia del fiume;Senza ferire, senza interferire con un cammino che restava personale.
Lui, aveva donato a lei la forza, la tenacia nelle personali qualità e il desiderio di portarle in luce senza mai rinunciarvi.
La loro storia d’amore, se avesse potuto, ridurla in una immagine era…..iniziò a pensare.
Forse l’unione tra orizzonte e il sole: l’uno accompagna il sorgere e il tramonto dell’altro, senza mai modificarne la linea e l’energia.
Guardò il torrione del Duomo che in quel giorno gli pareva più austero del solito.
Pensò, con un sospiro, che la loro storia era sopravvissuta a tanto, come il campanile si erge forte tra le case.
Scivolò con lo sguardo lungo Borgo Brossana e si rivede bambino con vestiti sgualciti a tirare sassi, al fiume, con suo padre.
“Prendili piatti” gli diceva “cosi saltellano sull'acqua come rane”
Quel gioco di destrezza gli aveva donato la vicinanza tenera di suo padre che era un uomo di armi e di battaglia, poco avvezzo alle tenerezze.
Sua madre le aveva insegnato solo a lavorare perché, secondo lei, la dolcezza era una pietanza calda servita in un piatto di coccio o un abito di lino confezionato con cura.
Ora lui aveva compreso che sua madre era più forte di suo padre perché una corazza robusta non fa l’uomo forte, lo fa solo guerriero.
Tolta la corazza di combattimento, restano le sue fragilità.
Per questo, amare per lui era difficile.
Cos’ era L’Amore?
Una pietanza servita con cura, o la forza e l’entusiasmo che si esprimono in ogni conquista, fosse anche una donna?
Tutto era diverso nel suo cuore, fluiva sereno, come il fiume calmo e silenzioso lambiva le alte rive senza cambiare direzione.
Chiuse gli occhi un attimo.
In lontananza sentì la voce dei mercanti e un intenso odore di salsiccia abbrustolita arrivò alle sue narici.
Gli tornò appetito.
Forse se lo era dimenticato per la gioia di quella cavalcata che lo avrebbe riportato a casa.
Ci fu un fruscio e lui si voltò convinto che qualcuno lo stava guardando da un pezzo.
La vide.
Lei era li.
Aveva sentito del suo arrivo.
Esistono comunicazioni sottili che non hanno nome ma che ci fanno appartenere all’altro.
I loro sguardi si fecero di pioggia.
L’emozione aveva ancora acqua salata da donare al loro destino.
Poi, ci fu una corsa.
L’elmo volò a terra, ogni scudo di ferro non aveva più senso.
Il vento non aiutò quel movimento perché era più forte.
In quell'abbraccio consegnarono il loro cuore al cielo.
Il sole brillò riflettendo quel calore e quella scintilla
E fu pace.

( 26 febbraio 2014)