mercoledì 8 settembre 2021

La semplice camminata come "spazio educativo " di incontro e " luogo" di creatività immaginale






I Laboratori educativi per adulti immaginati e progettati durante una  semplice passeggiata nel verde, hanno come scopo  di educare il cliente all'ascolto e all'osservazione della natura, sintonizzarsi con essa  in rispettoso dialogo .

Per questo gli alberi , la campagna, il Prato , il sentiero,  il fiume, etc. possono diventare luoghi non solo fisici ma anche interiori, dove poter sperimentare il coraggio, il silenzio, la paura, la tensione, il pericolo, l'attenzione, etc. esplorando costantemente i cinque sensi e sviluppando l'intuito.

Nella passeggiata pedagogica, il cliente ascolta e osserva parti di se stesso in un contesto di silenzio e di tranquillità, imparando a conoscersi di più attraverso alcuni Esercizi di respirazione, ascolto attivo, camminata consapevole,  esercizi di immaginazione, etc
Si tratta di un laboratorio itinerante per incontrare anche la personale capacità creativa ed immaginale attivata dagli elementi che si incontrano per strada che fanno comprendere le infinite interconnessioni esistenti tra “dentro e fuori “
I laboratori sono particolarmente indicati in questo periodo di iper- connessione che distolgono e allontanano l’individuo dalla realtà semplice.
Particolarmente indicata per attenuare situazioni di stress eccessivo ed essere di aiuto nei momenti di stanchezza emotiva.
I percorsi sono una camminata semplice ed hanno come scopo anche quello di sensibilizzare al racconto, narrazione di ricordi aneddoti famigliari.

I laboratori sono individuali e vengono concertati insieme al cliente in base alle sue esigenze.

In questo contesto metto al servizio del cliente, la mia esperienza di molti anni di lavoro con le persone, in chiave pedagogica e di formazione partendo dai preziosi insegnamenti famigliari dei miei genitori e nonni ( essendo gente di montagna e campagna) che mi hanno fatto vivere ed apprezzare, sin da bambina, la natura e le sue manifestazioni.




martedì 7 settembre 2021

Alle foci del Timavo tra storia e leggenda

                                           

Giochi di luce nelle risorgive del fiume carsico Timavo nella chiesa di San Giovanni Tuba
I colori della natura si fanno brillanti, intensi, quasi fossero capaci di riaffiorare anche essi dal buio delle profondità della terra come lo fa questo fiume che proprio qui, in questo posto magico, ritrova luce.
In esso vi Sorge su una antica basilica paleocristiana
Suggestiva storia che ci arriva anche dal fatto che Qui, in precedenza, si trovava un tempio pagano, di cui rimangono oggi solo alcune testimonianze epigrafiche dedicato a Speranza Augusta
Accanto alla Chiesa fu eretto in seguito un monastero benedettino, centro dell’opera missionaria di evangelizzazione condotta dai monaci presso le popolazioni slave.
" Il toponimo “Tuba” deriva forse da tumba, dalle lapidi funerarie rinvenute nel sito; in latino tuba indica poi un condotto naturale o artificiale delle acque che potrebbe essere messo in relazione al vicino fiume sotterraneo, il misterioso Timavo. Ma la storia e leggende più antiche, delle quali si è persa quasi completamene la memoria, raccontano di un luogo di cui si parlerà alle fine dei tempi. Strabone ricorda che qui sorgeva un sacrario dedicato a Diomede e si favoleggia di Giasone, di Ercole e di Orfeo che toccarono questi luoghi, non a caso, perché qui correva la via dell'ambra; è certo che le correnti calde del Timavo furono usate in epoca romana per un impianto termale allora parecchio celebre.
La leggenda racconta che «l'antica chiesa di San Giovanni edificata all'uscita del fiume Timavo fu chiamata "te Tuba" perché qui si stabilì una delle prime colonie di sopravvissuti al diluvio universale». Ed è qui che, alla fine del mondo, uno dei quattro angeli dell'Apocalisse suonerà la sua tromba, da cui “tuba”, e lo farà nel giorno del giudizio universale, per far uscire i morti dalle loro tombe. Per questa credenza in molti, in passato, avevano scelto di farsi seppellire in questo suggestivo luogo: quella di San Giovanni in Tuba, insomma, per l'antica tradizione cristiana, sarebbe una terra di risurrezione dalla morte alla fine dei tempi"( Tratto dal Il gazzettino )
Rapita dai giochi di luce tra le foglie. Ogni angolo sembra uscito da un quadro appena dipinto e con una sua precisa cornice e significato simbolico
Consigliato in autunno con il cangiare dei colori o al tramonto d'estate
Ogni singolo scorcio, ombra,tronco etc può raccontarci una fiaba ed invitarci ad immaginarla
Palcoscenico possibile di personaggi della fantasia paurosi o meno, non solo per bambini ma che per i più grandi !









Andar per Rilke a Duino : il sentiero che è poesia

 

Esistono luoghi che percorro sempre con entusiasmo : Rilke è uno di questi camminamenti . È semplice accedervi, anche se l’attenzione è bene ci sia per alcuni tratti molto brevi ma sassosi e scivolosi . Vi è una forma di meditazione e consapevolezza nella camminata in quei punti.
La lentezza ci fa da saggia compagna.
Il sentiero, intitolato al poeta boemo Rainer Maria Rilke e inaugurato nel 1987, si estende per 1700 metri e permette di accedere alla Riserva naturale da Sistiana o da Duino; il percorso ha un andamento pressoché pianeggiante , che consente di affrontare la passeggiata comunque , in modo agevole.
Da qui lo sguardo spazia su tutto il golfo di Trieste e si possono ammirare le falesie di Duino, formate - come l'intero altipiano carsico - da rocce carbonatiche, nate dalla sedimentazione di gusci di animali sul fondo di un mare poco profondo.
E' parco particolare, affacciato sul mare che gode del sole e del vento che in quel luogo fanno da padroni e noi graditi ospiti. Resta particolarmente indicato in primavera tra aprile maggio giugno, periodo in cui si può camminare immersi nei profumi della vegetazione mediterranea e continentale. Il percorso, termina nel paese di Duino sede del Castello, che in passato ospitò nobili, artisti e il poeta Rainer Maria Rilke, a cui è intitolato il sentiero.
Ritengo che gli scorci, il paesaggio, la possibilità di fermarsi in punti panoramici bellissimi, su comode sedute, sia esso stesso una poesia
I colori e il silenzio offrono immagini che curano il nostro frastuono interiore.


Nel colmo della notte, a volte, accade
che si risvegli, come un bimbo, il vento.
Solo, pian piano, vien per il sentiero,
penetra nel villaggio addormentato.
Striscia, guardingo, sino alla fontana;
poi si sofferma, tacito, in ascolto.
Pallide stan tutte le case, intorno;
tutte le querce mute.



Quando i miei pensieri sono ansiosi, inquieti ,
vado in riva al mare, e il mare li annega e li manda via con i suoi grandi suoni larghi, 
li purifica con il suo rumore,
e impone un ritmo su tutto ciò che in me è disorientato e confuso.

                                                                         (Rainer Maria Rilke)