giovedì 28 gennaio 2021

Il ponte del diavolo a Cividale del Friuli. Quando impariamo a guardare le cose quotidiane da prospettive nuove

Siamo abituati a percorre  il paese o la città dove viviamo, attraversando gli stessi punti di riferimento. Ci sono noti e ci muoviamo con consueta famigliarità, dimenticandoci di "stupirci".

Con questo atteggiamento, ultimamente, mi muovo nella mia città che è Cividale  del Friuli  (Ud) "aiutata "il che è quasi paradossale,  da questo anno particolarmente complesso per le chiusure e i colori  delle regioni.

La cittadina ha come punto di riferimento, molto conosciuto, un ponte detto del diavolo. Esso ha  nome da una antica leggenda che vede un diavolo e un sindaco impegnati nella sua costruzione . Poiché pare che ,umanamente, non si trovassero le strategie per unire le due sponde,  un giorno il borgo mastro della città disse che avrebbe dato l'anima al diavolo per riuscire a trovare una  bella e buona soluzione. Fu immediata l'apparizione del diavolo in persona che si dimostrò favorevole a barattare l'anima di un cittadino cividalese con L'edificazione di tale monumento. Fu siglato il patto tra i due e pare che vi fu, a seguire, una nottata di tuoni e fulmini uditi dai cividalesi chiusi  nelle loro abitazioni . Si racconta che la madre del diavolo  in persona, si fosse scomodata per rendere possibile tale  evento portando nel suo ampio grembiule un enorme masso. Questo servì a unire  le due sponde( tale masso è ancora visibile e dona maestosa mostra di se stesso al centro del fiume) Al mattino, tutta la città stupita e meravigliata fece suonare a festa tutti i campanili di Cividale e  venne, a seguire,  benedetto con l'acqua santa il ponte. Al  momento dello scambio pattuito , il diavolo era oramai sicuro dell'esito raggiunto ma   il borgo mastro  non se la sentì di sacrificare un suo concittadino e si fece così più furbo dell'avversario . Da un sacco, fece uscire un cane che attraversò il ponte  e corse incontro al diavolo, il quale si arrabbiò terribilmente andandosi  a conficcare nell'antro di Castelmonte, una rocca medioevale poco distante cosi chiamata "Buco del diavolo". Nulla poté contro il ponte  perché era protetto dall'acqua benedetta!

Leggende che raccontano di un lato fiabesco di tale costruzione e che, come da tradizione, viene  raccontata a tutti i bambini e ai turisti in visita

Ha molte altre versioni ma io racconto quella che mi è stata tramandata. 

Due sponde uniscono  il bene e il male in una leggenda, come la dualità si manifesta nella vita di ogni uomo in forme svariate ( luce ed ombra, bianco e nero, sopra sotto, etc) ma ha senso guardarle  entrambe.



Tale ponte ha una sua indiscussa magia e io ci vado spesso nelle ore del tramonto a cogliere i giochi che fa il  sole con le sue pietre, che in quel contesto,  creano sfumature  uniche e  alle volte, stupefacenti.

Imparare a guardare le cose con attenzione e curiosità "nuova" come non le avessimo vai viste prima,  ci "educa" ad una speciale e semplice  possibilità di sguardo 

Noi che  siamo "abituati" a classificare emozioni, osservazioni, convinzioni secondo parametri rigidi e consueti, Impariamo da queste piccole sfumature a "cambiare" atteggiamento.

Può essere un buon inizio per  ammorbidire il nostro sguardo e scoprire degli angoli  davvero incantevoli anche vicino a casa.

Coinvolgere in questa scoperta anche i più piccoli, significa spingerli ad esplorare il mondo circostante quale fucina di  idee, scorsi, scoperte. Un internet naturale molto più vero ed utile perché concreta palestra sensoriale. 

Bello dirsi quindi.....


Oggi che scoprirai/ scoprirò di nuovo?

ed essere pronti alla sorpresa come ci mostra  una bella leggenda di tradizione popolare che ha sorpreso un " sicuro" diavolo alle prese con la sua grandiosità e sicurezza di conoscere tutto!


lunedì 25 gennaio 2021

Tramonti di gennaio : quando i colori abbracciano l'infinito - Riflessioni


Sono sere fredde e i colori sono intensi
Pare di essere in una fiaba e camminarci contro ....
Qualche accenno di cambio di stagione nell’aria
Un uccello fischia su di un gelso spoglio, più sicuro del suo canto, rapito da una notte che non scende.
Esiste una magia particolare nei colori della natura.
Ci si rende conto che l'infinita tavolozza umana delle tinte non rende tutta la bellezza che nutre lo sguardo.
Fermiamoci e restiamo in quell'incanto
Respirando un ossigeno nuovo che racconta di speranza
Credo sia nei momenti 'essenziali che si assapora la vita.













 

martedì 19 gennaio 2021

Fiaba: i colori dell'arcobaleno e i colori della vita


I colori dell'arcobaleno e i colori della vita

 

Fiaba dedicata a che crede che la creatività sia utile per il benessere dei bambini e dei più grandi perché aiuta a dare vita sempre  a qualcosa di nuovo da scoprire. 

 

 





Era in arrivo un forte acquazzone.

Grossi nuvoloni grigi si addensavano pesanti all'orizzonte.

Presto sarebbe caduta  la pioggia.

Una scatola  nuova di colori ad acquarello era stata gettata da un bambino con noncuranza, sul  vecchio tavolo  di ferro battuto.

Si chiamava Stefano.

Lui non amava dipingere.

Preferiva sporcarsi nella terra e giocare con le macchinine o le costruzioni.

Gli animali  della fattoria erano stati sempre la sua passione e

con il papà li puliva e li accudiva.

Con la mamma raccoglieva le uova del pollaio per cucinare delle ottime torte  abbellite con la frutta dell'orto.

Quel giorno di primavera, il temporale stava arrivando.

Stefano era fermo inginocchiato su di una sedia di legno, e con la faccia schiacciata dietro ai vetri guardava fuori, preoccupato dal vento forte e dai rumori roboanti .

Si era cosi, dimenticato dei colori sul tavolo di ferro.

Anch'essi parevano spaventati di quello che sarebbe accaduto di lì a poco.

Qualcuno rideva comunque, rallegrato dal sole donato alla sua tinta; altri, invece, parevano più pensierosi.

“Se piove, i nostri colori si scioglieranno e non potranno più essere utilizzati per disegnare! Dobbiamo trovare una soluzione" disse il verde con preoccupazione ma cercando di rassicurare i compagni.

               

 I colori, erano nuovi e quindi non sapevano nulla del mondo delle diverse tinte e dei giochi dei più piccini

Lo dovevano imparare, come tutti i bambini, quando imparano  la lezione dalle maestre con curiosità.

“Come possiamo evitare che piova?” disse il rosso arrabbiato come sempre e con un grosso vocione

“Qui le cose si stanno mettendo male” replicò il nero  molto triste  e piagnucoloso

“Forse, il bambino uscirà di casa e ci porterà  finalmente dentro  al riparo” sperò fiducioso il giallo con un sospiro.

“ Io credo che dobbiamo farci forza e spingere insieme  la scatola sotto il ramo dell'albero; il ramo che  sto vedendo da qui! “ propose il marrone molto saggiamente.

“Ritengo che quando non eravamo colori ma solo una polverina , tutto andava meglio” aggiunse il viola con nostalgia sbuffando come uno stantuffo di un treno.

“Ragazzi, teniamoci calmi e non perdiamo il controllo della situazione” cercò di dire il blu, con tono sicuro, come un vigile con la paletta in mezzo al traffico .

Mentre le vocine parlavano, tutte insieme unite, i rombi del temporale si facevano sentire come tante auto in corsa sulla pista delle nuvole.

Iniziarono a cadere dei grossi goccioloni, poi, via, via la pioggia si fece più fitta.

I colori iniziarono a sentirsi bagnati, sempre di più.... e come per magia, iniziarono a sciogliersi.                           

 Al principio di questa danza, si sentirono le loro grida spaventate, poi, lentamente,  I colori iniziarono a

ridere....ridere...ridere. 

Si stavano divertendo!

Per magia il giallo si fondeva nel rosso e diveniva arancione; il giallo nel nero e si trasformava  in marrone; il bianco con il rosso: ecco il rosa.

Un arcobaleno di colori.

Sul tavolo   iniziò  a prendere forma una strana immagine, quasi un fiore di luce che si allargava a vista d'occhio.

Di corsa, Stefano, il bambino della campagna, uscì  di casa, incurante della pioggia che scendeva. Rimase fermo, a bagnarsi, stupito davanti al vecchio tavolo di ferro.

Quello che vide gli parve una magia.

Alzò gli occhi al cielo e in un angolino lassù...vide uno squarcio di sole, e a discesa veloce, un arcobaleno di luce.

“I miei colori hanno fatto questo?” pensò “C'è l'arcobaleno!!!” .

La gatta Lilla parve stupita anch'essa di quello strano incantesimo: un ponte di luce tra le nuvole.

Una rondine sfrecciò veloce nel cielo  cantando che presto sarebbe tornato il sereno.

Felice di questa nuova scoperta il piccolo Stefano, prese quello che rimaneva della sua scatola di colori ad acquarello e li riportò in casa.

Da quel giorno amò disegnare con i colori della vita il suo foglio bianco.