Questo mio scritto nasce dall'amore per il fiume Natisone a Cividale del Friuli; è capace,nella sua semplice magia, di ispirare immagini poetiche.

Guardò con aria gioiosa lo scorrere del fiume con l’elmo
sotto il braccio.
Si spostò il mantello nero mosso dal vento.
Cividale era ventosa.
Muoveva anche ciò che restava assopito e lo risvegliava di fresco
Si sfregò la barba scura di un lungo viaggio.
Ora era ritornato a casa.
Si sentiva che non sarebbe più ripartito.
Guardò il fiume che gli era cosi caro e amò ogni suo singolo angolo
Presto avrebbe riabbracciato la Donna che aveva amato, in silenzio, per anni.
Lei aveva alimentato la forza interiore in ogni battaglia aiutandolo a sfidare
la morte.
L’attesa di quell'abbraccio, era un dopo cui non aveva mai voluto rinunciare e
la sua spada si faceva per questo sicura nel campo tra fango, sangue e dolore
Pensò, chinando la testa in preghiera, che ogni battaglia, se porta con sé la
morte, è vana.
Sul campo, non ci sono né vinti né vincitori, tutti siamo uniti da uno stesso
destino.
Rivide con gratitudine il volto di ogni amico che era volato al di là, per una
causa che riguardava l’egoismo umano di potere e di dominio.
L’Amore …..
Un canto di usignolo che volava leggero tra un ramo e l’altro, gli ricordò la
sua musica senza stonature.
Può un uomo di guerra che lotta.... amare?
Si, lo aveva sentito bene.
Non nel battito frenetico del cuore, trepidante in una attesa, ma nel sentire
profondo che un uomo e una donna possono crescere insieme senza perdere la
propria essenza.
Lei era gentile, semplice, amorevole ed aveva accolto ogni sua spigolosità
smussandola piano piano, come l’acqua fa con la roccia del fiume;Senza ferire,
senza interferire con un cammino che restava personale.
Lui, aveva donato a lei la forza, la tenacia nelle personali qualità e il
desiderio di portarle in luce senza mai rinunciarvi.
La loro storia d’amore, se avesse potuto, ridurla in una immagine era…..iniziò
a pensare.
Forse l’unione tra orizzonte e il sole: l’uno accompagna il sorgere e il
tramonto dell’altro, senza mai modificarne la linea e l’energia.
Guardò il torrione del Duomo che in quel giorno gli pareva più austero del
solito.
Pensò, con un sospiro, che la loro storia era sopravvissuta a tanto, come il
campanile si erge forte tra le case.
Scivolò con lo sguardo lungo Borgo Brossana e si rivede bambino con vestiti
sgualciti a tirare sassi, al fiume, con suo padre.
“Prendili piatti” gli diceva “cosi saltellano sull'acqua come rane”
Quel gioco di destrezza gli aveva donato la vicinanza tenera di suo padre che
era un uomo di armi e di battaglia, poco avvezzo alle tenerezze.
Sua madre le aveva insegnato solo a lavorare perché, secondo lei, la dolcezza
era una pietanza calda servita in un piatto di coccio o un abito di lino
confezionato con cura.
Ora lui aveva compreso che sua madre era più forte di suo padre perché una
corazza robusta non fa l’uomo forte, lo fa solo guerriero.
Tolta la corazza di combattimento, restano le sue fragilità.
Per questo, amare per lui era difficile.
Cos’ era L’Amore?
Una pietanza servita con cura, o la forza e l’entusiasmo che si esprimono in
ogni conquista, fosse anche una donna?
Tutto era diverso nel suo cuore, fluiva sereno, come il fiume calmo e
silenzioso lambiva le alte rive senza cambiare direzione.
Chiuse gli occhi un attimo.
In lontananza sentì la voce dei mercanti e un intenso odore di salsiccia
abbrustolita arrivò alle sue narici.
Gli tornò appetito.
Forse se lo era dimenticato per la gioia di quella cavalcata che lo avrebbe
riportato a casa.
Ci fu un fruscio e lui si voltò convinto che qualcuno lo stava guardando da un
pezzo.
La vide.
Lei era li.
Aveva sentito del suo arrivo.
Esistono comunicazioni sottili che non hanno nome ma che ci fanno appartenere
all’altro.
I loro sguardi si fecero di pioggia.
L’emozione aveva ancora acqua salata da donare al loro destino.
Poi, ci fu una corsa.
L’elmo volò a terra, ogni scudo di ferro non aveva più senso.
Il vento non aiutò quel movimento perché era più forte.
In quell'abbraccio consegnarono il loro cuore al cielo.
Il sole brillò riflettendo quel calore e quella scintilla
E fu pace.
( 26 febbraio 2014)