lunedì 3 novembre 2014

Silenzi e risposte



Nei silenzi in cui parla la natura, ricevo le risposte improvvise alle domande che da tempo pongo al mio cuore.
Nel SAPER ATTENDERE, assecondando i sensi in ascolto, incontro un verbo che poco conosco
La natura Ama non fa fatica e non impara a farlo : è la sua essenza.
Amore in un rivolo di vento che accarezza il volto.

martedì 16 settembre 2014

La via del fiume

Questo mio  scritto nasce dall'amore per il fiume Natisone a Cividale del Friuli; è capace,nella sua  semplice magia, di ispirare  immagini poetiche. 




Guardò con aria gioiosa lo scorrere del fiume con l’elmo sotto il braccio.
Si spostò il mantello nero mosso dal vento.
Cividale era ventosa.
Muoveva anche ciò che restava assopito e lo risvegliava di fresco
Si sfregò la barba scura di un lungo viaggio.
Ora era ritornato a casa.
Si sentiva che non sarebbe più ripartito.
Guardò il fiume che gli era cosi caro e amò ogni suo singolo angolo
Presto avrebbe riabbracciato la Donna che aveva amato, in silenzio, per anni.
Lei aveva alimentato la forza interiore in ogni battaglia aiutandolo a sfidare la morte.
L’attesa di quell'abbraccio, era un dopo cui non aveva mai voluto rinunciare e la sua spada si faceva per questo sicura nel campo tra fango, sangue e dolore
Pensò, chinando la testa in preghiera, che ogni battaglia, se porta con sé la morte, è vana.
Sul campo, non ci sono né vinti né vincitori, tutti siamo uniti da uno stesso destino.
Rivide con gratitudine il volto di ogni amico che era volato al di là, per una causa che riguardava l’egoismo umano di potere e di dominio.
L’Amore …..
Un canto di usignolo che volava leggero tra un ramo e l’altro, gli ricordò la sua musica senza stonature.
Può un uomo di guerra che lotta.... amare?
Si, lo aveva sentito bene.
Non nel battito frenetico del cuore, trepidante in una attesa, ma nel sentire profondo che un uomo e una donna possono crescere insieme senza perdere la propria essenza.
Lei era gentile, semplice, amorevole ed aveva accolto ogni sua spigolosità smussandola piano piano, come l’acqua fa con la roccia del fiume;Senza ferire, senza interferire con un cammino che restava personale.
Lui, aveva donato a lei la forza, la tenacia nelle personali qualità e il desiderio di portarle in luce senza mai rinunciarvi.
La loro storia d’amore, se avesse potuto, ridurla in una immagine era…..iniziò a pensare.
Forse l’unione tra orizzonte e il sole: l’uno accompagna il sorgere e il tramonto dell’altro, senza mai modificarne la linea e l’energia.
Guardò il torrione del Duomo che in quel giorno gli pareva più austero del solito.
Pensò, con un sospiro, che la loro storia era sopravvissuta a tanto, come il campanile si erge forte tra le case.
Scivolò con lo sguardo lungo Borgo Brossana e si rivede bambino con vestiti sgualciti a tirare sassi, al fiume, con suo padre.
“Prendili piatti” gli diceva “cosi saltellano sull'acqua come rane”
Quel gioco di destrezza gli aveva donato la vicinanza tenera di suo padre che era un uomo di armi e di battaglia, poco avvezzo alle tenerezze.
Sua madre le aveva insegnato solo a lavorare perché, secondo lei, la dolcezza era una pietanza calda servita in un piatto di coccio o un abito di lino confezionato con cura.
Ora lui aveva compreso che sua madre era più forte di suo padre perché una corazza robusta non fa l’uomo forte, lo fa solo guerriero.
Tolta la corazza di combattimento, restano le sue fragilità.
Per questo, amare per lui era difficile.
Cos’ era L’Amore?
Una pietanza servita con cura, o la forza e l’entusiasmo che si esprimono in ogni conquista, fosse anche una donna?
Tutto era diverso nel suo cuore, fluiva sereno, come il fiume calmo e silenzioso lambiva le alte rive senza cambiare direzione.
Chiuse gli occhi un attimo.
In lontananza sentì la voce dei mercanti e un intenso odore di salsiccia abbrustolita arrivò alle sue narici.
Gli tornò appetito.
Forse se lo era dimenticato per la gioia di quella cavalcata che lo avrebbe riportato a casa.
Ci fu un fruscio e lui si voltò convinto che qualcuno lo stava guardando da un pezzo.
La vide.
Lei era li.
Aveva sentito del suo arrivo.
Esistono comunicazioni sottili che non hanno nome ma che ci fanno appartenere all’altro.
I loro sguardi si fecero di pioggia.
L’emozione aveva ancora acqua salata da donare al loro destino.
Poi, ci fu una corsa.
L’elmo volò a terra, ogni scudo di ferro non aveva più senso.
Il vento non aiutò quel movimento perché era più forte.
In quell'abbraccio consegnarono il loro cuore al cielo.
Il sole brillò riflettendo quel calore e quella scintilla
E fu pace.

( 26 febbraio 2014)